
di Niccolò Lombardini
Ancora oggi quando cammino nell’erba alta, guardo sempre dove metto i piedi, un’abitudine che mi è rimasta dalla tenera età, quando i giardini erano pieni zeppi di siringhe e il rischio di pestarne una era realmente concreto. Le si trovavano dappertutto: per terra, conficcate nella corteccia degli alberi, nei cestini della spazzatura e via dicendo. Ce ne erano a decine, ma c’era pure chi le usava. Si bucavano ovunque e anche in pieno giorno, li vedevo nascosti tra le auto in sosta, su gli scalini delle chiese, sulle panchine a pochi passi da dove giocavo a pallone. Quasi ogni sera dalla finestra di casa mia, che dava su un giardino infrattato tra i palazzi, vedevo chi si andava a bucare. Ricordo nitidamente la luce dell’accendino che scaldava il cucchiaio. Poi questi ragazzi che si accasciavano per poi andarsene poco dopo, altri invece no. Allora le sirene dell’ambulanza chiamata da mia madre o da chissà chi altro, che arrivava e li caricava sopra giusto il tempo che il Narcan facesse effetto, poi gli vedevo scendere e andarsene barcollando verso un’altra pera. C’era però anche chi dall’ambulanza non scendeva, ma era inevitabile. Non erano più gli anni 80 e forse l’exploit dell’eroina stava scemando, anche se il 1996 fu l’anno con più morti per overdose: 1562, i numeri di una guerra.
Pian piano nel corso degli anni seguenti le vittime dominuirono drasticamente al punto da far credere alle istituzioni che l’allarme eroina fosse cessato o che comunque molti consumatori avessero virato verso altre sostanze come la cocaina, che stava diventato accessibile a tutti e non più relegata solo in determinati ambienti di élite. Niente di più lontano dal vero. L’eroina non era affatto scomparsa, aveva solo cambiato vestito, infatti con l’avvento del nuovo millenio si diffuse la moda arrivata dagli Stati Uniti di fumarla piuttosto che iniettarla. Di conseguenza chi si avviava verso l’eroina non lo faceva piu tramite iniezioni per endovena ma inalandone i fumi. Questo metodo di assunzione fa sì che l’organismo non riceva abbastanza sostanza per andare in arresto cardio respiratorio, di conseguenza le morti di overdose da eroina tra le nuove leve erano quasi del tutto assenti. A bucarsi e morire dunque rimanevano i tossici della vecchia scuola, mentre i giovani con i nuovi metodi di assunzione scongiuravano il rischio overdose, facendo credere a tutti che l’eroina fosse ormai un ricordo lontano. A rafforzare questa tesi fu anche il fatto che scomparsero dalle braccia e dal corpo dei consumatori gli evidenti buchi, che erano il marchio identificativo del tossico. Un altro fattore che influì molto fu la netta diminuzione dei furti e reati perpetrati da tossicodipendeti. Non si tenne però di conto che il prezzo dell’eroina stava calando drasticamente rispetto alla seconda metà degli anni 80 e inizio 90, quando per un solo grammo un consumatore doveva sborsare anche piu di 100mila lire, incorrendo spesso in reati per poter mantenere la costosissima dipendenza.
Se fumare eroina non uccide, crea comunque una fortissima dipendenza che con il passare del tempo porta il consumatore ad assumerne sempre di più, fino al punto che fumarla non basta più e quindi si passa al buco, che ha un effetto più intenso. Un fumatore di eroina può impiegare da pochi mesi a diversi anni prima di effettuare il passaggio di testimone, ma volente o nolente prima o poi si passa al buco. Dunque possiamo dire che bucarsi è diventato solo il passo successivo.
Oggi sta accandendo proprio questo, che decine di giovani stanno accantonando la carta stagnola per passare alle siringhe, non a caso l’eroina è tornata ad uccidere.
Nel 2016 in Italia i morti per overdose da eroina sono stati 99, 147 nel 2017, 161 nel 2018, mentre nei primi quattro mesi del 2019 i morti sono già 71.
Il range d’età va dai 18 ai 62 anni, ciò dimostra che a morire non sono più solo i veterani, ma anche ragazzi giovanissimi.
Non si muore per partite tagliate male, ne tantomeno a causa della micidiale eroina gialla, che nient’altro è che un’invenzione giornalistica. Si muore perché costando poco chi la usa è portato ad esagerare con le dosi visto che in certi casi arriva a costare anche solo 5€ per un grammo. Per quanto riguarda l’eroina gialla, che come abbiamo gia detto è solo una trovata giornalistica, bisogna dire un paio di cose. Tanto per cominciare “l’eroina gialla” non è una nuova tipologia di eroina, ma bensì il solito cloridrato d’eroina, ovvero l’eroina di tipo 4 che in passato veniva prodotta in Thailandia, Laos e Birmania, ed era di un colore bianco acceso, mentre l’eroina di tipo 3, più conosciuta come Brown, arrivava dall’Afghanistan. Negli ultimi anni però in Afghanistan la produzione di oppio ha raggiunto le 9mila tonnellate l’anno e grazie alle grandi disponibilità di materia prima hanno cominciato a produrre anche il cloridrato di eroina, ma a causa della mancanza dei solventi necessari per lavarla, di conseguenza risulta di colore giallastro.
A controllare il traffico di eroina è la N’drangheta, ma in certe zone a sfruttare i vuoti lasciati dalla criminalità organizzata autoctona orientata su business più fruttuosi come la cocaina, ad importare eroina sono le organizzazioni albanesi e nigeriane, che operano sul nostro territorio sotto input e con il benestare delle nostre mafie.
L’eroina albanese passa dai balcani via terra e ad ogni passaggio riceve un “taglio”, di conseguenza una volta arrivata sul nostro territorio risulterà di qualità inferiore a quella dei nigeriani, i quali dall’Afghanistan portano l’eroina direttamente nei magazzini in Nigeria e una volta lì viene spedita in Italia tramite gli ovulatori. In questo modo il taglio sarà decisamente inferiore e la qualità più alta, in certi casi con una purezza anche superiore al 90%.
Anche il principio attivo è aumentato rispetto agli anni degli albori, ma questo è la conseguenza della grande disponibilità di eroina sul mercato, dovuta alla sovrapproduzione di oppio afgano, in poche parole ce n’é talmente tanta che tagliarla è diventato superfluo.
Anche Firenze sembra essere ripiombata nel vortice delle morti per overdose, perché secondo i dati si muore più che a Roma e Milano. Lo scorso anno sono stati sette i decessi nel capoluogo toscano, contro i quattro di Roma e i cinque di Milano.
A Firenze fino al 1974 l’eroina era pressoché sconosciuta, di tanto in tanto arrivavano dall’India o dalla Thailandia morfina, oppio e anfetamine. La cocaina girava, ma solo in certi ambienti dell’alta borghesia e dello spettacolo. Molto diffuso tra i giovani era l’uso di hashish proveniente dal Marocco. Nell’estate del 74, l’hashish scomparve totalmente dalle piazze e al suo posto comparve l’eroina che veniva venduta a prezzi bassissimi. Molti giovani spinti dalla curiosità iniziarono a farne uso e anche molti consumatori di hashish in mancanza di fumo si fecero abbindolare. Grazie ai costi bassissimi l’eroina si insinuò anche tra gli operai e tra i membri della sinistra extraparlamentare, al punto che fu una delle cause principali dell’affossamento del movimento del 77.
A bucarsi iniziavano quasi per gioco, per dimostrazione di coraggio o per semplice curiosità. Tutto questo avveniva perché allora tra i consumatori regnava una quasi totale disinformazione riguardo l’eroina, basti pensare che quasi nessuno sapeva nulla degli effetti collaterali prodotti dalla dipendenza, né dei rischi di contagio di malattie infettive e tantomeno cosa fossero le overdose. Non erano quindi ad iniziare solo gli ex morfinomani, emarginati, sottoproletari, extralegali o sconvolti di vario tipo, quello dell’eroina fu un boom che coinvolse trasversalmente giovani e operai proletari come appartenenti alla piccola e media borghesia. Se come abbiamo già detto agli inizi l’eroina veniva assunta quasi per sbaglio, con il passare degli anni per moltissimi giovani divenne un palliativo contro dolore, infelicità, solitudine, fragilità, depressione ed isolamento economico-sociale, prodotto da una società che stava cambiando repentinamente, ma allo stesso tempo continuava ad escludere e reprimire chi per un motivo o per un altro non riusciva ad integrarsi al suo interno.
La spinta dell’eroina in maniera così massiccia sul mercato della droga, non fu un avvenimento casuale, ma un piano studiato a tavolino dalla criminalità organizzata che controllava anche il mercato delle droghe leggere e da apparati dello Stato loro complici.
Il piano consisteva nel far sparire totalmente dalle piazze l’hashish per un tempo medio-lungo incrementandone i sequestri e sostituendolo con l’eroina. Una volta che l’eroina si era consolidata tra i consumatori, veniva rimesso sul mercato l’hashish ma ad un prezzo esorbitante. In questo modo si alterava il prezzo delle droghe leggere massimizzando i profitti, e contemporaneamente si lanciava su piazza con una forte campagna di marketing una nuova sostanza che alla lunga avrebbe reso economicamente più dell’hashish. Il risultato fu un capolavoro, niente da dire. Questa operazione però non aveva solo un aspetto economico, ma anche politico. L’eroina infatti fu usata indirettamete come strumento di controllo sociale, in un contesto storico in cui i movimenti studenteschi e operai stavano mettendo a dura prova la pace sociale dello Stato.
Anche prima dell’avvento dell’eroina, senza tanta ipocrisia, negli ambienti della sinistra rivoluzionaria la droga girava, e il passaggio di testimone tra hashish ed eroina lo subirono molto intensamente, con centinaia di militanti che si allontanarano dalla politica o nel peggiore dei casi morirono.
Allo stesso tempo però i collettivi studenteschi e le organizzazioni della sinistra extraparlamentare, furono i primi a denunciare il pericolo legato all’eroina e a produrre materiale informativo a riguardo.
Man mano che il tempo passava anche il prezzo dell’eroina iniziò ad aumentare tramite il solito sistema. Si creavano volutamente periodi in cui reperire eroina era praticamente impossibile, poi veniva reimmessa sul mercato a prezzi raddoppiati, con la sicurezza che i tossici ormai in piena crisi di astinenza l l’avrebbero comprata a qualsiasi prezzo.
Nonostante l’espandersi a macchia d’olio dell’eroina, dovemmo aspettare la fine degli anni 80 per vedere le prime campagne istituzionali contro l’eroina, che fino a quel momento era considerata una droga di nicchia mentre a destare più preoccupazione era la cannabis, contro di cui venivano fatte forti campagne che creavano solo disinformazione. Lo stereotipo dell’eroina come droga esclusivamente per emarginati non reggeva più, al contrario in molti casi era proprio l’eroina a far diventare emarginati, con persone che abbandonavo gli studi o perdevano il lavoro, iniziando a vivere di espedienti e micro criminalità per mantenere una dipendenza sempre più costosa. Si stima che negli anni 80-90, un tossicodipendente arrivava a spendere anche 3milioni e mezzo di lire al mese.
Oggi in una società capitalista oramai consolidata come la nostra, in cui competere ed apparire sono diventate le parole d’ordine fondamentali per poter essere accettati al suo interno, tantissimi giovani che per un motivo o per altro non riescono ad integrarsi si stanno riavvicinando all’eroina, questo succede anche a causa delle campagna di disinformazione portate avanti negli anni dai vari governi e dalla stampa, dove si diceva che le droghe leggere facevano male allo stesso modo delle droghe pesanti; di tanto in tanto si diffondevano notizie di persone morte per due canne, a causa di partite di marijuana tagliate con chissa quale sostanza mortale. Le campagne di sensibilizzazione si riducevano a quelle contro l’uso di l’alcool, divenuto improvvisamente la nuova piaga generazionale da stroncare. Innalzando l’attenzione sulle droghe leggere e l’alcool, lo Stato e i media sono finiti per ignorare quelle pesanti.
Basti vedere in questi mesi, che con l’eroina che torna a mietere vittime, il ministro dell’interno Salvini imposta la sua campagna anti droga, andando a colpire la cannabis light e i piccoli spacciatori di marijuana ed hashish, perlopiù migranti costretti a vivere nell’extra legalitá a causa delle scellerate politiche sull’immigrazione.
Disinformazione che ha favorito quindi il ritorno dell’eroina tra i più giovani, che non sono ferrati sull’argomento come invece lo sono le persone delle generazione precedenti che sanno bene cosa ha rappresentato l’eroina. Allo stesso tempo si favoriscono economicamente le mafie, in particolare la N’drangheta che detiene il primato sui traffici di eroina, la quale gode di evidenti e privilegiati rapporti con la Lega di Matteo Salvini.
Dunque spetta a noi cercare di fermare la nuova ondata di morte, che oggi come 40 anni fa, ha il beneplacito di apparati dello Stato. Serve quindi produrre materiale di controinformazione e di inchiesta da distruibure di quartiere in quartiere, e lottare per cercare di cacciare tutti gli spacciatori di morte, che senza nessuno scrupolo stanno tornando ad infestare le strade.
VIA L’EROINA DAI NOSTRI QUARTIERI!
CACCIAMO GLI SPACCIATORI DI MORTE!