AL FIANCO DEI COMPAGNI E DELLE COMPAGNE DI SAORADH

Dopo i tragici eventi che hanno portato all’incidente che ha causato la morte della giornalista Lyra McKee vogliamo esprimere solidarietà e vicinanza ai compagni e alle compagne di Saoradh, organizzazione rivoluzionaria socialista irlandese, che si batte contro l’occupazione neocoloniale della Gran Bretagna in nord Irlanda e che si trova sotto attacco.

Durante una massiccia operazione delle forze di polizia (PSNI) nel quartiere nazionalista di Creggan a Derry (città che si trova in una parte dell’Irlanda che ancora oggi è sotto occupazione delle forze armate britanniche) molte persone sono scese in strada per protestare contro la provocazione. Durante la protesta sono scoppiati degli incidenti tra gli abitanti del quartiere e le forze di polizia (coadiuvate da blindati), e la giornalista Lyra è rimasta uccisa per un tragico incidente.

Riteniamo che il primo responsabile della morte della giornalista sia il governo britannico che si ostina a mantenere le sei contee dell’Irlanda del nord sotto occupazione militare, come una vera e propria colonia, se i britannici fossero stati a casa propria Lyra non sarebbe morta.

Alla pari del governo britannico sul banco degli imputati devono finire anche le forze armate britanniche, che nei decenni di occupazione si sono macchiate dei delitti più atroci, dal Bloody Sunday, alla tortura contro i militanti repubblicani, alla morte di centinaia e centinaia di persone che rivendicavano il diritto alla propria libertà.

Per ultimo, ma non ultimo, la PSNI, la polizia nordirlandese, da sempre collaborazionista delle truppe occupanti britanniche, e che giovedi 18 aprile ha ordito una vera e propria provocazione con un rastrellamento (non si può definire diversamente una operazione poliziesca del genere con decine di agenti e blindati nelle strade di un piccolo e orgoglioso quartiere di Derry).

La morte di Lyra è stata la scusa per scatenare una vera e propria caccia alle streghe contro i militanti repubblicani e anticolonialisti. Arresti, perquisizioni, provocazioni, sono ormai la norma in questi difficili giorni. Si sta cercando di isolare, utilizzando ogni mezzo, chi non si riconosce negli accordi di Pasqua (gli accordi del 1997 tra il governo inglese e una parte dell’IRA) e chi continua a battersi per una Irlanda unita e socialista.

Come internazionalisti ed antimperialisti non possiamo altro che esprimere solidarietà a chi in Irlanda, così come in Kurdistan, in Palestina, ed in tante altre parti del mondo, porta avanti la lotta per costruire un mondo libero dalla barbarie imperialista. Esprimiamo anche dolore e cordoglio per la scomparsa di Lyra McKee, altra vittima che si va ad aggiungere alle 3500 vittime della guerra dei britannici contro l’Irlanda.

British soldiers go home!

Collettivo Politico 13 Rosso

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