
È del 6 febbraio, la decisione, da parte del Tribunale del Riesame di Firenze delle sei misure cautelari contro tutti quei compagni che partecipi alle lotte di questi mesi, hanno chiesto fossero riconosciuti diritti e dignità di chi da sfruttato è diventato schiavo. Da parte del Comune di Firenze inoltre, è in atto, un vero e proprio sequestro di persona. Per i militanti, si è infatti fatta richiesta del divieto di uscire di casa dalle 19:00 alle 8:00, non consentendo loro, in questo modo, l’attività sindacale nella provincia di Prato. Incappati nella rete repressiva abbiamo due responsabili territoriali del sindacato e quattro militanti del Collettivo Universitario Autonomo di Firenze IAM.
Cosa si contesta a costoro? Di aver fatto attività sindacale e aver supportato, organizzato, solidarizzato con gli operai. È un clima terribile e particolarmente gelido quello che accoglie le lotte, che scompagina la prospettiva del conflitto, che prova ad arrestare, reprimere e soprattutto intimidire.
I compagni del Collettivo 13 Rosso, sono vicini ai sindacalisti e ai compagni dello IAM, agli operai in lotta per difendere il proprio posto di lavoro, ai lavoratori del Panificio Toscano, ai sindacalisti e operai che hanno portato avanti vertenze e scioperi nella filiera del tessile della DS, la Stamperia Rosso di Montemurlo all’Eurofilato di Prato e alla BetaTrans, anzienda logistica.
Saremo dunque presenti, il 6 febbraio, davanti al Tribunale di Firenze a rivendicare il diritto di sciopero e di organizzazione sindacale conflittuale, come strumento di lotta imprescindibile per la difesa dei lavoratori sfruttati.